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DURATA: 114’

REGIA: Martin McDonagh

INTERPRETI: Colin Farrell, Brendan Gleeson

NAZIONALITA’: Irlanda

DISTRIBUZIONE: Walt Disney

GENERE: commedia

In concorso a Venezia 2022, vince coppa Volpi e premio Osella. Ha vinto 3 Golden Globes, 4 BAFTA, 8 candidature             a Critic Choice Award

VALUTAZIONE CRITICA: ****

INGRESSO: INTERO: € 6,00; RIDOTTO e SOCI € 5,00;

ABBONAMENTO SOCI: € 3,00

INFO: 0808768120

FACEBOOK: CINEMA MILLELUCI

PROGRAMMAZIONEORARIO
08.0417,00
09.0417,00
10.0417,00

INTERPRETI E PERSONAGGI DI GLI SPIRITI DELL’ISOLA

AttoreRuolo
Colin FarrellPadraic
Brendan GleesonColm
Kerry CondonSiobhan
Barry KeoghanDominic
Pat ShorttJonjo
Gary LydonPeadar
Sheila Flittonsignora McCormick
Jon KennyGerry
David Pearseprete
Aaron MonaghanDeclan

Martin McDonagh riunisce la coppia protagonista del suo film d’esordio (In Bruges) e la blocca in un avamposto rurale e isolato, al largo della costa occidentale dell’Irlanda (le location reali sono le le isole di Inishmore e Achill), insieme ad una manciata di pochi altri abitanti incattiviti dalla solitudine, suggestionati dalle leggende, terrorizzati da una vita che spesso si traduce in quotidiana attesa della morte.

Irlanda, 1923. I migliori amici Pádraic e Colm s’incontrano da una vita alle due del pomeriggio per qualche pinta al pub e le solite chiacchiere. Un giorno, però, Colm non apre la porta di casa all’amico, e in seguito, costretto a fornire una spiegazione, afferma di averne abbastanza di lui e di non voler spendere un minuto di più in sua compagnia. Devastato e incapace di accettare la cosa, Pa’draic cerca l’aiuto della sorella e poi del parrocco perché parlino con Colm, ma quest’ultimo non solo non ritratta, ma minaccia il peggio se Pa’draic non lo lascerà in pace. Mentre sul continente infuria la guerra civile, sull’immaginaria isola di Inisherin, che si è sempre considerata al riparo dal conflitto, l’allontanamento di due amici fraterni innesca ugualmente una serie di conseguenze e un’escalation di atrocità.

TRAMA DEL FILM GLI SPIRITI DELL’ISOLA

Due amici di lunga data, Padraic e Colm, si trovano in una situazione di stallo quando Colm decide bruscamente di porre fine alla loro amicizia. Padraic, confuso e devastato, tenta di riaccendere il loro rapporto con il supporto di sua sorella Siobhan, che insieme a Dominic, il figlio del poliziotto locale, ha le sue preoccupazioni all’interno della piccola comunità di un’isola dell’Irlanda. Ma quando Colm lancia un ultimatum scioccante per concretizzare le proprie intenzioni, gli eventi iniziano a degenerare.

Nel 1923, verso la fine della guerra civile irlandese, i due amici Pádraic Súilleabháin e Colm Doherty si trovano su un’isola al largo della costa occidentale dell’Irlanda. Ma qualcosa è accaduto tra loro: il musicista Colm, infatti, ha deciso di porre fine alla loro amicizia, senza dare una spiegazione. Pádraic, sorpreso e amareggiato, cercherà di riavvicinarsi a Doherty, il quale però insisterà sul fatto che non abbia più particolare interesse a stare vicino a lui e che voglia dedicarsi ad altre attività, oltre alla sua musica.

Da tutti apprezzato sull’isola, Pádraic riceverà il sostegno per l’abbandono di Colm. Per mettere una buona parola tra i due non basteranno nemmeno le intercessioni di Siobban, sorella di Pádraic, e di Dominic, figlio di un poliziotto locale che conosce da tempo la coppia appena esplosa.

Mentre sull’isola tutti si chiederanno, con sempre maggiore insistenza, cosa sia accaduto realmente, Colm tornerà a rivolgersi a Pádraic ma non con buone intenzioni, quanto con un avvertimento: se continuerà a dargli fastidio e non si rassegnerà alla fine della loro vecchia amicizia, arriverà a commettere un gesto fuori dalla logica. A questo punto, la situazione comincerà a precipitare, quasi inevitabilmente…

RECENSIONE 1

Gli Spiriti dell’Isola, la recensione: ci vorrebbe un amico

La recensione de Gli Spiriti dell’Isola, il film di Martin McDonagh in concorso a Venezia 79 che riunisce Colin Farrell e Brendan Gleeson 14 anni dopo In Bruges.

RECENSIONE di VALENTINA ARIETE 

Gli Spiriti dell’Isola, la recensione

Gli spiriti dell’isola: Kerry Condon in una scena

Padraic è un cuor contento. Lo vediamo dalle prime immagini del nuovo film di Martin McDonagh, che si concentra sull’erba verdissima d’Irlanda e poi sull’espressione serena e il sorriso di quest’uomo che va con passo sicuro alla porta del suo migliore amico. Per trovarla ostile: Colm, dopo anni di fratellanza, non vuole più avere niente a che fare con lui. È uno shock: fino al giorno prima i due andavano puntualmente al pub insieme alle due, ordinavano una pinta e parlavano di tutto. Ora è come se fosse calato il gelo. Iniziamo la recensione di Gli Spiriti dell’Isola con parole forti: questo è uno dei migliori film del regista e di Venezia 79, dove è stato presentato in concorso.

Gli spiriti dell’isola: Colin Farrell solo col suo cavallo

Nel ruolo dei due protagonisti ci sono Colin Farrell e Brendan Gleeson, che tornano a lavorare con McDonagh a 14 anni da In Bruges, il suo esordio cinematografico. Non potrebbero essere più perfetti: Farrell incarna l’uomo buono che vive alla giornata, senza preoccuparsi del futuro. Gleeson invece è sempre meditabondo, preoccupato di aver sprecato gran parte del suo tempo, senza aver lasciato niente per cui essere ricordato. Sono due modi opposti e inconciliabili di vedere la vita. Tra loro ci si mette anche una banshee (il titolo originale del film è The Banshees of Inisherin), figura del folclore irlandese che appare quando qualcuno sta per morire.

La faccenda è infatti molto seria: Colm non scherza affatto. Non vuole nemmeno più sentire la voce di Padraic. E per farglielo capire bene lo minaccia: se gli rivolgerà di nuovo la parola si taglierà un dito e così via, fino a non averne più. Proprio lui, che suona il violino e compone canzoni. L’amico è sconvolto, non si dà pace. Nemmeno quando l’adorata sorella Siobhan (Kerry Condon) gli dice di andare avanti e farsene una ragione, non comprendendo l’atteggiamento infantile di due uomini più che cresciuti.

“Voi uomini siete tutti noiosi”

Gli spiriti dell’isola: Colin Farrell e Brendan Gleeson in una scena

Dopo le parentesi americane 7 psicopatici (2012) e Tre manifesti a Ebbing, Missouri, in concorso proprio alla Mostra di Venezia nel 2017 e vincitore di due premi Oscar (agli attori Frances McDormand e Sam Rockwell), Martin McDonagh è tornato a casa. Per farlo ha scelto una storia ambientata a inizio secolo, che parla di amicizia, vita e morte, ma, sopratutto, della guerra intestina che divide l’Irlanda. Una guerra fratricida, che va avanti da un tempo infinito. I fuochi della guerra civile sembrano lontani per i protagonisti, ma paradossalmente anche sull’isola di Inisherin c’è uno scontro fratricida. Tra due persone, ma c’è.

Gli spiriti dell’isola: Colin Farrell e Brendan Gleeson in una scena

Padraic e Colm erano amici, improvvisamente non lo sono più e non riescono a superare la cosa. Nonostante i motivi sembrino futili, sono inamovibili: non possono smettere di combattersi, sfidarsi, farsi del male. Il loro odio causa problemi anche al resto della comunità. Una comunità in cui ci sono poche donne che, come Siobhan, trovano tutti gli uomini estremamente noiosi, sempre impegnati in questioni futili, che non fanno che portare angoscia e morte.

Unici innocenti, gli animali, forse i veri spiriti buoni dell’isola: un’asinella e un cane in particolare diventano co-protagonisti di un balletto verbale destinato a non portare altro che guai. Sì perché le parole, e non potrebbe essere altrimenti in un film di McDonagh, sono davvero importanti. Sia quelle dette che, soprattutto, quelle non dette. I silenzi di Gli Spiriti dell’Isola sono eloquenti tanto quanto i dialoghi. Non manca in questa nuova opera del regista e drammaturgo una buona dose d’ironia e una critica alla religione e ai tutori della legge. Come a dire che le regole della società sono abbastanza ridicole, perché non considerano la vera natura degli esseri umani, che sono spesso spaventati, bisognosi di condividere e possono diventare molto cattivi e amareggiati se il loro unico amico volta loro le spalle.

“Non c’è più spazio per la noia nella mia vita”

Come un antenato di Jep Gambardella, Colm è arrivato a un punto di rottura: non c’è più posto per la noia e la superficialità nella sua vita. Qualità che riconosce proprio in quello che fino al giorno prima di questa epifania era il suo migliore amico. Eppure la noia è un sentimento fondamentale: quando ci annoiamo siamo davvero di fronte a noi stessi, alle nostre scelte, al nostro malessere o benessere. Colm improvvisamente respinge questa emozione, perché sente che un grande cambiamento sta per arrivare. Chi ha ragione? Chi vive nel presente, legato alle persone che ama, o chi pensa al futuro, magari trascurando chi gli è vicino per fare qualcosa di più grande, di cui però non coglierà mai i frutti? Difficilissimo dare una risposta. Nemmeno i due protagonisti forse ne avrebbero una. E probabilmente non saprebbero dire nemmeno perché stanno effettivamente litigando. Eppure la faida continua.

Gli spiriti dell’isola: Colin Farrell nei campi con un asino

McDonagh riesce nel miracolo: trasformare un’idea semplicissima – due amici che improvvisamente non lo sono più – in un’opera complessa e stratificata. Tra una battuta (si ride moltissimo) e una scena più pulp si fa filosofia, criticando contemporaneamente le istituzioni e parlando della Questione irlandese, che è il vero spirito invisibile del film. L’autore ormai ha una chiarezza e una precisione di scrittura impressionante. E il suo sguardo non è da meno: l’uso della luce, sia in interni che in esterni, sembra quello di un pittore.

E si va avanti così, in preda a rancori inestinguibili, in una lotta fratricida che sembra inevitabile. Una storia vecchia quanto il mondo. Forse soltanto lo slancio vitale di chi si ribella e se ne va, cercando un futuro migliore, è l’unica speranza immaginabile.

CONCLUSIONI

Come scritto nella recensione di Gli Spiri dell’Isola, Martin McDonagh è ormai una delle penne più brillanti del cinema contemporaneo. Riesce a trasformare un’idea molto semplice – due amici che improvvisamente non lo sono più – in un trattato di filosofia, che parla della Questione irlandese e contemporaneamente è divertentissimo. Il cast, guidato dalla coppia Colin Farrell e Brendan Gleeson, che ritrova a 14 anni di distanza dopo il suo esordio In Bruges, è perfetta e molto affiatata. Uno dei film migliori presentati in concorso a Venezia 79.

 

RECENSIONE 2

Gli spiriti dell’isola: la recensione del film di Martin McDonagh con Colin Farrell e Brendan Gleeson

di Mauro Donzelli

Un’isoletta irlandese e una solida amicizia che si sfalda, un potente apologo sulla follia delle guerre personali e collettive, un ritratto dell’Irlanda e delle sue contraddizioni, il tutto in chiave dark e ironica. Gli spiriti dell’isola segna il ritorno alla regia di Martin McDonagh con Colin Farrell e Brendan Gleeson.

“Non mi piaci più. Ti trovo noioso”. Finisce così, per decisione di Colm, un giorno come gli altri, l’amicizia fraterna con Pádraic. Siamo in un’isola immaginaria a poco dalla costa irlandese, negli anni ’20, mentre si sentono ogni tanto in lontananza i cannoni sparati dalle parti in lotta nella Guerra civile irlandese. Pádraic (Colin Farrell) la prende male, è una persona mite, considerato il buono del villaggio e cerca ostinatamente di riguadagnare la compagnia e l’amicizia di Colm (Brendan Glesson), burbero musicista che non vuole più perdere tempo con chiacchiere inutili e dedicarsi a comporre musica e suonarla con il violino nel pub dell’isola. La remata isola, poche case e pochissimi abitanti, perde la sua pacifica quotidianità fatta di pettegolezzi e bevute. 

Spaesati dall’interruzione brutale di una fratellanza che sembrava inscalfibile, assistono con crescente sbalordimento, prima pensando si tratti di una cosa passeggera se non scherzosa, mentre il film presenta personaggi e contesto con pennellate divertenti e ficcanti. Poi la spirale si incupisce sempre di più, mentre l’ostinazione di Colm si trasmette anche all’amico. Ad assistere con differente partecipazione, la sorella dell’abbandonato, Siobhan (Kerry Condon) e il matto del villaggio, Dominic (Barry Keoghan), il figlio del poliziotto del villaggio.

Dei colpi risuonano, ne Gli spiriti dell’isola, provocati dall’uomo: colpi di cannoni, il rintocco delle 2 del pomeriggio che richiama alla migrazione al pub, il seme della discordia lanciato contro la porta di una casa. Poi ci sono quelli della natura, meravigliosa e ignorata dall’ignavia umana e dalla rassegnata indifferenza degli animali, che non possono che mantenere fedeltà ai loro padroni. È straniante il contrasto fra la bellezza struggente degli scenari, sempre proiettati verso un orizzonte a perdita d’occhio, e l’oppressione che soffoca sempre di più i personaggi. La risata si fa sempre più beffarda.

Martin McDonagh torna a lavorare con la coppia Gleeson e Farrell a distanza di quasi quindici anni da In Bruges. Qui non sono in trasferta, ma nel cuore dell’anima ancestrale irlandese, in un posto tanto remoto quanto capace di catalizzare le contraddizioni di una terra meravigliosa e complessa. Determinazione che diventa cocciutaggine, in una parabola spietata sulla follia umana, sulla disperazione che ci blocca sul baratro della nostra mortalità, sull’incapacità di individuare altro che capriccio o arbitrio nella genesi di spirali di (auto)distruzione che diventano irrefrenabili

Religione, superstizione, ordine costituito: tutto assiste indifferente o complice a questa deriva paradossale, presagio di sventura e maledizione senza via d’uscita. Se non nella fuga. Gli spiriti dell’isola è uno straordinario affresco capace di partire da due giocatori in campo in un terreno di gioco della più remota periferia e renderli pedine archetipiche di un destino ineluttabile. Il film definitivo sull’Irlanda in lotta fratricida, senza sparare un colpo o mostrare una divisa.

 

 

 

CURIOSITÀ SU GLI SPIRITI DELL’ISOLA

Presentato in anteprima mondiale alla 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Festival di Venezia 2022).

Il film è stato girato sulle isole Inishmore e Achill, sulla costa occidentale dell’Irlanda.

Colin Farrell e Brendan Gleeson tornano a lavorare con il regista Martin McDonagh a 14 anni dal film In Bruges – La coscienza dell’assassino

Vincitore di 3 Golden Globes 2023: Miglior Film, nella categoria commedia o musical, migliore sceneggiatura e migliore attore protagonista (Colin Farrell).

PREMI E RICONOSCIMENTI PER GLI SPIRITI DELL’ISOLA

Oscar – 2023

Ecco tutti i premi e nomination Oscar 2023

  • Candidatura miglior film
  • Candidatura miglior montaggio a Mikkel E.G. Nielsen
  • Candidatura miglior regista a Martin McDonagh
  • Candidatura migliore attore non protagonista a Barry Keoghan, Brendan Gleeson
  • Candidatura migliore attore protagonista a Colin Farrell
  • Candidatura migliore attrice non protagonista a Kerry Condon
  • Candidatura migliore colonna sonora originale a Carter Burwell
  • Candidatura migliore sceneggiatura originale a Martin McDonagh

Golden Globe – 2023

Ecco tutti i premi e nomination Golden Globe 2023

  • Premio miglior film musicale o commedia
  • Premio migliore attore in un film musicale o commedia a Colin Farrell
  • Premio migliore sceneggiatura a Martin McDonagh
  • Candidatura miglior regista a Martin McDonagh
  • Candidatura migliore attore non protagonista in un film a Barry Keoghan, Brendan Gleeson
  • Candidatura migliore attrice non protagonista in un film a Kerry Condon
  • Candidatura migliore colonna sonora originale a Carter Burwell

Festival di Venezia – 2022

Ecco tutti i premi e nomination Festival di Venezia 2022

  • Premio Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Colin Farrell
  • Premio Osella per la migliore sceneggiatura a Martin McDonagh

Il film ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Venezia, 7 candidature e vinto 3 Golden Globes, 9 candidature a BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 8 candidature a Critics Choice Award, 4 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 4 candidature e vinto 2 NSFC Awards

PERCHÉ CI PIACE

  • La scrittura brillante di Martin McDonagh.
  • La coppia Colin Farrell – Brendan Gleeson, sempre più affiatata.
  • L’utilizzo della luce.

COSA NON VA

  • È un film basato sui dialoghi e la traduzione italiana potrebbe togliergli forza.
  • È anche un film strano, che gioca con metafore e folclore: bisogna seguirlo con attenzione.

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